Casateatro

Laboratorio di formazione - Evento speciale – Casateatro
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Teatro del Popolo
Tessera 2019—2020

Martedì 17 Dicembre 2019
Laboratorio teatrale di formazione per attori

Evento speciale

I partecipanti al gruppo di Casateatro_Castelfiorentino hanno avuto l’opportunità di seguire come osservatori una lezione del gruppo di teatro guidato do Maria Teresa Delogu al Teatro del Popolo di Castelfiorentino.

Questi laboratori teatrali si pongono l’obiettivo di costituire uno spazio per avvicinare alla complessa ricchezza espressiva del teatro e i suoi processi creativi. Il laboratorio teatrale è uno spazio aperto a tutti coloro che, in una relazione aperta fra sé e gli altri, scelgono di mettersi in gioco per scoprire le proprie risorse espressive, a volte inaspettate e nascoste, senza fare riferimento a modelli artificiali o mutuati da forme artistiche di stampo televisivo.

I commenti del gruppo Casateatro_Castelfiorentino

1. Perché è giusto che un gruppo di spettatori veda il lavoro preparatorio all’andare in scena?
2. Cosa ha aggiunto il nostro sguardo ieri?
3. Quale esercizio vi è piaciuto e perché?
4. Qual è secondo voi la qualità più importante per un attore?

1) Nel contesto del percorso che stiamo facendo con il gruppo Casateatro credo che aver assistito ai lavori preparatori di uno spettacolo teatrale migliori la nostra capacità di analisi e ci mostri ulteriori sfumature di giudizio di uno spettacolo.

2) Spero che il nostro sguardo abbia contribuito a valorizzare l’impegno e la passione degli attori per questa straordinaria arte che è il teatro.

3) L’esercizio che mi è piaciuto di più è stato quello del lancio della palla immaginaria ad un compagno del cerchio. Seguivo la palla come se la vedessi realmente nelle sue forme e evoluzioni godendo della libertà espressiva di raccontare ognuno qualcosa di se stesso.

4) La qualità più importante per un attore per me è l’empatia. La capacità di manifestare le proprie emozioni, i propri sentimenti, la propria interiorità e donarla al pubblico è un arricchimento personale perché le vivi anche tu con loro come spettatore e tutto questo alla fine ti fa stare bene.

Elisabetta

1) Da parte dello spettatore, per capire e apprezzare meglio il prodotto finito e potere esprimere eventuali legittime critiche e/o apprezzamenti con rispetto del lavoro fatto dalla compagnia. Da parte del gruppo attori per “sentire” la vicinanza fisica del pubblico e l’importante stimolo potenziale che produce.

2) La nostra presenza fisica, gruppo di spettatori, estranei all’intimità del gruppo attori, ha portato in scena la nostra attenzione, curiosità, invadenza, esigenza. Quindi ha aggiunto un esercizio nella pratica di relazione fra attori e spettatori

3) La trasformazione degli attori da umani ad animali e poi il ritorno a umani, perché ho avvertito il cambiamento che accadeva sul palcoscenico attraverso ciò che arrivava ai miei sensi. Guardavo, ascoltavo, osservavo e non sapevo cosa sarebbe successo. Quindi nonostante i limiti dell’esperienza, ero Spettatrice e gli Attori, avevano catturato la mia attenzione e mi avevano portato in una situazione “irreale”

4) Saper farsi strumento di comunicazione, trasmettendo informazioni, emozioni, saperi, attraverso capacità che si affinano con la pratica e insieme scaturiscono dalla propria personalità

Nicoletta

1) Il fatto di vedere il lavoro preparatorio dall’andare in scena, ci rende consapevoli del tempo, della fatica della tenacia e della passione che ci sono dietro gli spettacoli.

2) Gli attori ieri hanno avuto modo di vedere le nostre reazioni e emozioni.

3) Mi è piaciuto tanto l’esercizio con la palla, perché sottolinea la fiducia, la sintonia e il senso di collaborazione di gruppo tra gli attori.

4) La qualità più importante per un attore è la capacità di trasmettere sentimenti e emozioni.

Maria

1) Può essere opportuno per capire quanto lavoro preparatorio c’è prima di arrivare ad andare in scena

2) Cosa ha aggiunto per l’attore non saprei proprio, per quanto riguarda noi ribadisco quanto detto prima

3) Tirare la palla: lavoro di gruppo e lavoro sulla fiducia

4) Avere l’anima per trasmettere emozioni

Cinzia

1) Trovo che gli occhi dello spettatore, indipendenti e non mero specchio di ciò che sta accadendo, posano fornire all’attore utili indicazioni su quanto viene recitato, sul come viene trasmesso quel che ci si propone di trasmettere. C’è un certo parallelismo con il lavoro degli editor in letteratura, quando non è semplice “correzione” ortografica/grammaticale/logica dello scritto ma anche suggerimento perché il testo risulti più adeguato a ciò che si intende raccontare

2) Un punto di vista esterno, non preparato ma vergine di fronte a quel che veniva proposto e, conseguentemente, in certo qual modo critico neutrale ed anticipatore dell’esito della recitazione presentata

3) Quello della palla: fondamentale il guardarsi negli occhi quasi a creare un percorso fra il lanciatore ed il ricevitore, stabilendo uno stretto legame fra i due e, contemporaneamente, l’obbligo di non distrarsi ma di essere costantemente immersi nel gioco, seguendo tutti i compagni in attesa di cogliere negli occhi di uno di essi la consapevolezza di essere stati scelti come destinatari della palla; il diversificarsi della palla stessa (piccola/grande, leggera/pesante eccetera) e l’importanza che alla fine di ogni turno si verificasse che tutte le palle fossero saldamente nelle mani di qualcuno hanno accentuato, a mio modo di vedere, l’importanza di ogni singolo all’interno del gruppo: tutto funziona se tutti fanno la propria parte.

4) La capacità di entrare in empatia con lo spettatore e di trasmettere con forza il messaggio contenuto nel testo.

Andrea

Credo di aver notato fra gli attori un diverso atteggiamento rispetto al pubblico, nel senso che alcuni evidenziavano la recitazione mentre altri sembravano fare dei semplici esercizi ginnici. Un attore di teatro deve differenziarsi rispetto al cantante lirico, che deve per forza recitare rivolto verso il pubblico, mentre l’attore di teatro deve avere quasi esclusivamente un rapporto di dialogo diretto verso gli altri interpreti della commedia, immedesimandosi completamente con il personaggio e non con la platea.

Giovanni

Castelfiorentino
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