Casateatro

Oblomov – Casateatro
3192
portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-3192,bridge-core-2.0.5,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,side_menu_slide_from_right,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-19.2.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-6.0.5,vc_responsive

Teatro Era
Teatro della Toscana
Tessera 2019—2020

7 – 10 Maggio 2020
Fondazione Teatro della Toscana
OBLOMOV
quando ci si sveglia si è morti

da Ivan Goncarov
drammaturgia Stefano Geraci
regia Roberto Bacci
con Maurizio Donadoni, Francesco Puleo (cast completo in corso di definizione)

Oblomovismo sta ad Oblomov (il personaggio letterario di Gonciarov) come Amletico sta ad Amleto.

Così accade con quei personaggi letterari che si identificano o ci fanno identificare con particolari tipi o comportamenti umani: nel caso di Oblomov, la sua supposta pigrizia o incapacità di agire.

Lo spettacolo va ad analizzare la complessità che si cela dietro questo personaggio, tentando di attraversare lo specchio in cui esso si riflette: il romanzo.

Per interrogarci più profondamente, ci siamo serviti di una sfinge, una frase apparentemente paradossale di René Daumal: “quando ci si sveglia si è morti”.

Ora, lo svegliarsi ed il morire sono i due capi di un unico bastone a cui si appoggia la nostra intera esistenza, un bastone che può essere usato in un verso o nell’altro. Svegliarsi significa ritornare da uno stato di sonno a uno stato di veglia, ma anche questi termini si aprono a tanti significati possibili: lo svegliarsi può essere un ritorno alle nostre funzioni ordinarie, quotidiane, oppure il rendersi conto che esiste una vita, un destino dell’uomo a cui è necessario ri-svegliarsi.

No Comments

Post A Comment

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.