Un principe – Casateatro
2831
portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-2831,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,side_area_uncovered_from_content,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-10.1,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive
 
Teatro Cantiere Florida - Firenze

Un principe

18 Dicembre 2018, 21.00

Occhisulmondo
Un principe

ispirato ad Amleto di William Shakespeare
con Daniele Aureli, Amedeo Carlo Capitanelli, Andriy Maslonkin, Greta Oldoni, Raffaele Ottolenghi, Matteo Svolacchia, Giulia Zeetti
costumi Francesco Marchetti “Skizzo”
realizzazione costumi Elsa Carlani Cashmere
assistente alla regia Matteo Svolacchia
drammaturgia e regia Massimiliano Burini
produzione Occhisulmondo
coproduzione Centrodanza Spazio Performativo, Centro di Palmetta, Teatro Cucinelli, Teatro Mengoni-Magione, Teatro comunale di Narni Giuseppe Manini
e con il sostegno di TSU Teatro Stabile dell’Umbria

«A cosa serve il teatro? Non c’è niente di più di questa domanda nella scelta di tentare una nuova messa in scena di un’opera così maestosa come l’Amleto. Se il compito di questa società è distruggere l’animo umano e lo spirito degli uomini, sacrificando l’arte a vantaggio dell’economia di mercato, allora anche i classici, i libri e tutto quello che appartiene all’arte può essere dimenticato, bruciato in un grande falò. “Crepino gli artisti” ci verrebbe da gridare, citando un profetico Kantor, ma non prima di combattere fino all’ultimo verso. Abbiamo scelto di interrogarci sull’arte dell’attore, eliminando ogni orpello dalla scena. Lo spazio vuoto e sette attori: niente di più. Abbiamo scelto di sviluppare una drammaturgia che mettesse in evidenza dell’opera shakesperiana la caduta di uno stato, il marciume della società, l’avidità e la perdita di responsabilità. Si, perché se un classico deve servire a qualcosa, a nostro avviso oggi deve essere letto e raccontato, mettendo in evidenza il rapporto che esso ha con la società in cui viene rappresentato. C’è del marcio in Danimarca, c’è del marcio in Italia, c’è del marcio in questa società. Gli uomini dimenticano, troppo impegnati a compiere il loro cammino personale, i loro vizi, i loro desideri, le loro priorità. Dimenticano e uno stato marcisce. Tutto è alla deriva, è la follia. Ognuno di noi è un Principe, circondato da marionette, manipolato dal sistema e in lotta con la sua coscienza. Ognuno di noi è chiamato alla responsabilità. Essere o non essere. Tutto qui». Massimiliano Burini

No Comments

Post A Comment

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.