Elettrocardio-
dramma
Leonardo Capuano

28 GENNAIO 2022

INCONTRO h 17.300
SPETTACOLO h 19.00

Il personaggio in scena è solo, seduto al tavolo in un posto indefinito. Potrebbe essere associato ad una sorta di spazio dove si può trascorrere del tempo a pensare. Ha come peculiarità naturale ed inconsapevole quella di muoversi in situazioni del tutto fantastiche e immaginarie. Queste situazioni immaginate le rappresenta come se fossero reali e concrete. La sua effettiva solitudine lo induce a rappresentare non soltanto se stesso, ma tutti i personaggi che agiscono abitano e parlano in quella precisa situazione, dando ad ognuno un particolare fisico, una voce e delle attitudini molto precise identiche a quelle stesse facce e a quelle stesse voci che appaiono e abitano nella sua fantasia. In poche parole questa è la sua condizione quotidiana, inconsapevole, ma del tutto normale. Il balbuziente non può fare che questo. Le presenze con le quali ha a che fare vivono nella sua testa e parlano nella sua testa ; sono quelle con cui vive il suo tempo, i suoi giorni. Sono i suoi quattro fratelli, sua madre, e la sua donna.
A buona parte di queste situazioni immaginarie corrisponde una musica. Il suo tragico destino, che è quello di avere una gamba che gli si muove in modo incontrollato e incontrollabile a tempo di musica, lo costringerà a dover attraversare delle problematiche durante le sue rappresentazioni.
Suddette musiche hanno la funzione di agevolare la sua fantasia portandolo in questi luoghi e situazioni immaginarie.
Se lo si guardasse da fuori, giorno dopo giorno, lo si vedrebbe nelle situazioni più surreali parlando da solo o con la sua testa.
In scena un uomo balbuziente, con indosso un vestito da donna, non sembra far caso a ciò che indossa: dice d’ essersi svegliato cosi. Una figura tragicomica che mi accompagna da anni, il balbuziente, non un’invenzione ma un caro amico che di tanto in tanto mi racconta come gli vanno le cose. Sembrerebbe solo ma non lo è, parla con chi gli fa compagnia da sempre, figure concrete, come quattro fratelli, la madre, la donna amata, che vivono con lui e parlano attraverso lui. Prendono la parola e parlano, agiscono e dialogano, cercando di risolvere le problematiche della vita di tutti i giorni a modo loro.

di e con Leonardo Capuano
assistente alla regia Elena Piscitilli
produzione Compagnia Orsini

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